FORTI TESTIMONIANZE E PROFONDI RICORDI

Il Sacrario del Baldo nasce per ricordare i caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale e preservare il loro ricordo alle nuove generazioni. La testimonianza del loro sacrificio verrà raccontata alla conferenza sulla Grande Guerra venerdì 8 giugno durante IN CHIOSTRO VIVO. Ne parliamo con in presidente Cav. Giancarlo Rama.

Il Sacrario è nato per ricordare il sacrificio di tanti ragazzi veronesi durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Quali sono le vostre iniziative per avvicinare, soprattutto i giovani, a una realtà che sembra ormai così lontana dalle loro vite?

Le iniziative sono varie, ma la più significativa è la cerimonia annuale che si tiene in giugno al Sacrario del Baldo alla presenza, oltre che delle autorità, di rappresentanti di tutti i 98 Comuni della provincia e dei cittadini che desiderano partecipare a un momento suggestivo e forte di commemorazione dei caduti veronesi in tutte le guerre. È un appuntamento rivolto anche i giovani che lo scorso anno, ad esempio, sono stati ufficialmente rappresentati da un giovane studente del liceo classico “Agli Angeli” di Verona che ha letto pubblicamente alcune poesie e preghiere sul significato della Patria, sul valore del Ricordo e sul sacrificio compiuto da tanti soldati caduti che troppo spesso erano proprio dei ragazzi, con sogni e progetti infranti dalla guerra. Cerchiamo, inoltre, di presenziare a manifestazioni, convegni e commemorazioni ovunque, in modo da far conoscere anche il nostro operato soprattutto ai giovani, ai quali in futuro speriamo di poter passare il testimone.

Quali iniziative avete proposto e state ora mettendo in atto per ricordare il Centenario della Grande Guerra?

Oltre alla cerimonia al Sacrario, che quest’anno sottolineerà la fine della Grande Guerra, abbiamo puntato, e lo stiamo facendo tuttora, a promuovere occasioni di incontro e di riflessione in città, in provincia e anche nelle scuole. Ultimamente, inoltre, abbiamo istituito un nostro periodico di informazione che ha fatto e farà ancora leva anche sul ricordo.

I ragazzi del ’99 che hanno combattuto durante la Prima Guerra Mondiale sono morti, ai ragazzi delle generazioni seguenti è stato tramandato il ricordo dei loro sacrifici. Come vedete i giovani d’oggi in questo contesto didattico-storico?

Nella stragrande maggioranza dei casi in questo contesto i giovani si trovano a vivere un ruolo poco coinvolgente, nel senso che vengono a conoscenza della storia e dei conflitti prevalentemente attraverso i libri di testo scolastici. In tal modo acquisiscono contenuti fondamentali legati in maggior parte alla cronologia e alle fasi delle guerre, mentre vengono inevitabilmente meno quegli aspetti più umani, autentici e vicini alla sensibilità individuale che si ritrovano, invece, nella testimonianza. È chiaro che non ci sono più reduci viventi della Grande Guerra, ma le loro parole rimangono in vari scritti che, secondo noi, varrebbe la pena di sottoporre ai ragazzi per far capire loro cosa fu la guerra per la quotidianità del tempo in termini concreti. Per questo, finché è ancora possibile, è importante promuovere, ad esempio, incontri con i reduci della Seconda Guerra Mondiale che sono ancora tra noi.

A.LI.VE. ha messo in scena uno spettacolo, L’OSTE IN MEZO ALE DONE, per sensibilizzare il pubblico sulle tematiche della Grande Guerra, interpretato da giovani attori e cantanti: quanto ritenete importante il ruolo delle arti per dare voce alle tante storie dimenticate di chi ha vissuto la Guerra?

Riteniamo che sia un ruolo molto importante, perché è estremamente coinvolgente e impattante sul pubblico, invitato a riflettere su tematiche storiche riproposte e quindi rivissute su un palco con tutte le potenzialità, anche a livello emozionale oltre che conoscitivo, che l’arte e in particolare la musica e il teatro comportano. Se poi a portarle sulla scena sono i giovani, direi che non si può chiedere di più.

Credete che tramite l’arte teatrale e musicale i ragazzi possano meglio comprendere i sentimenti di smarrimento e sconforto che hanno vissuto i soldati loro coetanei durante le due Grandi Guerre?

Senza dubbio, proprio per i motivi espressi precedentemente e perché si basano su una presa di coscienza che è fondamentale per interpretare al meglio quanto richiesto.

Su quali tematiche si concentrerà la vostra conferenza a Verona durante IN CHIOSTRO VIVO?

Sicuramente sul valore del ricordo, sulla necessità di continuare a tenerlo vivo facendo leva soprattutto sui giovani, e su cosa significhi “guerra”, una parola che racchiude una realtà di sofferenza dalle mille sfaccettature, troppo spesso usata oggi come provocazione in contesti internazionali, dove, purtroppo, per molte zone è una ancora una triste e dolorosa realtà, perché di fatto una guerra non può mai essere “giusta”. Sarà, inoltre, tracciato un profilo storico e artistico del Sacrario del Baldo, un monumento storico a cielo aperto ancora sconosciuto per molti che, invece, si deve valorizzare.

Vi aspettiamo venerdì 8 giugno 2018 ore 9.30 nel chiostro di Santa Eufemia per il Convegno sulla Grande Guerra. Per informazioni e dettagli, visitare il Sito Dedicato.

di Alice Martini