NELL’ATELIER DI A.LI.VE.: CARLOTTA E MATURINA

A cura di Alice Martini

Ultimo appuntamento con Davide Tonolli, che ci racconta la storia degli altri due personaggi femminili di Don Giovanni di Molière: Carlotta e Maturina, le due donne della classe contadina che hanno ugualmente affascinato il personaggio emblematico di Don Giovanni

Chi sono gli altri due personaggi femminili dell’opera Don Giovanni?                                                

D.T.: «Dopo Isabella e Donna Elvira, i due personaggi femminili che ruotano attorno alla figura carismatica di Don Giovanni sono Carlotta e Maturina. Se però la prima coppia di donne appartiene all’alta società, la seconda invece rappresenta la classe contadina». 

Come hai reso il personaggio di Carlotta?

D.T.: «Pur mantenendo l’idea di base, ottenuta caratterizzando tutti i personaggi partendo dall’abbigliamento intimo, per Carlotta avevamo deciso di far emergere in lei un aspetto innocente e tuttavia un po’ sciocchino e malizioso. Carlotta infatti, è una ragazzina di campagna, promessa a un altro ragazzo della sua stessa classe sociale, Petruccio, ma che, avuta l’occasione, non rinuncia alle lusinghe di Don Giovanni.

Per lei ero partito da una mise che potesse caratterizzare un personaggio giovane, quindi avevo scelto un baby-doll a balze rosa cipria e verde sbiadito, semitrasparente, che lasciava intravedere tutto il corsetto, abbellito da decorazioni laterali date dall’applicazione manuale di fiori ricavati da un tessuto a fantasia. Arianna Florio, interprete di Carlotta, era anche Isabella; così per entrambi i costumi avevo previsto come base lo stesso corsetto, visibile sul davanti sotto il costume di Isabella e visibile interamente sotto quello di Carlotta».

Come hai pensato invece il costume di Maturina?

«Per Maturina Silvia Masotti e Camilla Zorzi, le due registe, avevano deciso di non risolvere il personaggio in un’unica interprete, ma di dividerlo invece in quattro. Una scena emblematica dello spettacolo mostrava Don Giovanni al centro del palco, circondato dalle quattro “Maturine” che lo assillavano in continuazione, in un crescendo di frasi che ad un certo punto arrivavano a sovrapporsi, portando tutto su un piano surreale e inquietante.

Per sottolineare la decisione di aver semplicemente suddiviso il personaggio in più attrici, ma che in sostanza portavano in scena lo stesso carattere, insieme a Camilla Zorzi avevamo deciso di mantenere una base uguale per tutte, formata da un bustino intimo in pizzo, coniugato in più sfumature che andavano dal color panna all’avorio, dei pantaloni e degli anfibi neri. I costumi delle quattro attrici si diversificavano con dei fiocchetti alternati bianchi e neri, cuciti sui bustini e delle maschere con fattezze di animali e di figure fantastiche».